Apologia di un matematico – commento e spunti interessanti

Apologia di un matematico, gran libro anche se leggermente complesso. Hardy, autore di questo libro, lo scrisse quasi con malinconia, definendolo (a malincuore) un libro sulla matematica, non un libro di matematica.

apologia di un matematico

Prima di avventurarci nel libro e in alcuni suoi importanti concetti, ritengo opportuno soffermarmi sul termine “Apologia”. Non è infatti noto a tutti il suo significato.

“Apologia” significa: discorso a difesa o esaltazione di una dottrina, persona o altro.

In questo caso, con apologia di un matematico, Hardy si riferisce alla difesa di se stesso e della matematica in sè. Ogni persona infatti, giunge ad un momento in cui deve giustificare a se stesso e agli altri ciò che fa e ciò che ha fatto.

Infatti solitamente facciamo cose di cui andiamo fieri o che consideriamo migliori di altre. Per questo vogliamo difenderle di fronte al parere, critiche di altri. Proprio com’è successo per Hardy, il quale voleva difendere il tempo da lui speso di fronte a chi diceva che la matematica non sia utile e il tempo dedicato a dimostrare teoremisia  tempo perso.

Lui scrisse queste pagine, ovviamente editate e sistemate per agevolarne la lettura, negli anni della sua vecchiaia. Nel periodo in cui, a malincuore, dovette ammettere di non avere più le energie per creare la matematica. Poteva solo parlare di matematica.

Hardy, visse una vita all’insegna dello studio della matematica e sempre in ambiente universitario. Non dovette mai preoccuparsi di trovare un lavoro, di mantenersi, di procurarsi da mangiare. Fu tutto gestito dall’università, nella quale si trovò molto bene. Lui frequentò il Trinity College di Cambridge. Un ambiente perfetto per lui.

Il perchè di questa scelta, lo scoprirai leggendo il libro (sono solo 100 pagine, non posso rovinartelo tutto…). Puoi fare come me che l’ho preso in prestito in biblioteca o acquistarlo qui: https://goo.gl/HeXKFz

In queste poche pagine, lui si pone l’obiettivo di difendere la matematica. Questa impresa non la considera però troppo difficile, infatti dice che la matematica si difende da sè. Differentemente dalla metafisica, ma questa è tutta un’altra storia (introdotta nel libro).

Gli argomenti coperti da Hardy nel corso del libro sono i seguenti

  • L’utilità della matematica
  • Confronto tra matematica pura e applicata
  • La bellezza della matematica
  • L’eternità della matematica
  • La realtà matematica

Se sei già iscritto alla mailing list di Mathone, hai già ricevuto qualche informazione relativa al pensiero di Hardy riguardo all’utilità della matematica.

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Qui, in questo articolo, ho pensato di riportarti qualche concetto riguardo all’eternità e alla bellezza della matematica. Ovviamente sono un miscuglio di ciò che potrai leggere nel libro e ciò che penso effettivamente io.

La bellezza della matematica

Secondo Hardy, la maggiore attrattiva della matematica sta nella sua bellezza. Essa è ciò che distingue un vero problema o teorema matematico da un semplice e spoglio problema di scacchi.

Lui paragona i teoremi matematici alle forme create da un pittore o un poeta. Sebbene non sia in grado (perchè probabilmente impossibile) di definirla, Hardy riesce comunque ad enumerare alcune caratteristiche che rendono un teorema “bello” (ovviamente in coppia con la sua dimostrazione).

Queste caratteristiche sono: la sua imprevedibilità, inevitabilità e economia.

Con questi aggettivi, si riferisce al fatto che una dimostrazione non dovrebbe procedere per casi isolati. Dovrebbe essere formata da una sola “linea di attacco”, usando metodi il più possibile elementari e generali. E’ proprio qui che si differenziano dai problemi di scacchi nei quali, in quel tempo, la presenza di più varianti simili era considerata un merito.

L’eternità della matematica

Questo è un argomento di cui ho già parlato qualche volta agli iscritti alla mailing list, ma al quale non ho mai dedicato un meritato spazio qui sul sito. Provvederò a riparare nelle prossime settimane.

Tale tematica è stata una grande attrattiva per Hardy. Egli disse:

Archimede sarà ricordato quando Eschilo sarà dimenticato, perché le lingue muoiono ma le idee matematiche no.

Secondo l’autore, i matematici sono gli uomini che più possono avvicinarsi all’idea “ingenua” di immortalità. Inoltre, a parte alcune eccezioni, generalmente i matematici famosi sono coloro che più hanno contribuito.

La matematica è una scienza sempre nuova, non potremo mai dire che un teorema sia invecchiato. Non potremo mai dire che un teorema, accuratamente dimostrato, perda di significato o di validità. Un teorema è molto prezioso, è eterno volendo esagerare (ma non più di tanto) con le parole.

Con questo, penso di averti detto abbastanza per farti venire la voglia di leggere il libro. Sono poche pagine, da gustare in 2-3 ore di tranquillità e riflessione. Te lo consiglio molto.

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