Flatlandia – commento e spunti interessanti

recensione flatlandia

Come già annunciato nell’articolo sui 50 migliori libri sulla matematica, ho iniziato a leggere i principali libri sul tema. Mi sono dato l’obiettivo di leggere un libro a settimana, da settembre in poi. Ovviamente non saranno tutti presi da questa lista, ma alternerò libri di matematica a libri legati ad altre passioni che ho, quali la crescita personale e libri sul business.

Ho deciso di iniziare con un testo leggero, scorrevole ma allo stesso tempo ricco di spunti di riflessione. Se non l’hai ancora capito, sto parlando di FLATLANDIA . Un libretto di 130 pagine, da leggere con calma in uno, due giorni. Senza impegno ma annotandosi qualche idea, dato che la storia che c’è sotto non è delle più interessanti (almeno da quello che ho potuto leggere io), ma nei dialoghi, nelle descrizioni si possono scoprire grandi mondi, grandi spunti ed idee.

Questo libro si ambienta in Flatlandia, un “mondo” completamente Piano. I suoi abitanti sono le figure geometriche piane, quasi tutte regolari. Il rango sociale, il sesso e le caratteristiche dei suoi abitanti variano al variare della regolarità e del numero di lati che l’essere possiede.

Dopo interessanti descrizioni relative all’ambiente, alle modalità di riconoscimento che permettono loro di distinguersi, ad alcuni episodi “storici” e quant’altro, termina la prima parte del libro prettamente descrittiva.

La seconda parte invece è più movimentata. E’ descritta dal punto di vista di un Quadrato che se la cava molto bene con la matematica.

Esso è portato mediante sogni, realtà e immaginazione a rendersi conto che il suo, non è lo spazio. Non è l’unico mondo. Si rende conto che esistono esseri viventi che non conoscono l’esistenza di nessuna dimensione (punto) , altri che pensano ne esista una sola (la lunghezza), poi ci sono gli abitanti di Flatlandia che sono convinti dell’esistenza di sole due dimensioni (lunghezza e spessore). Lui stesso viene a conoscenza del fatto che il Piano non sia lo Spazio,  ma che esista una terza dimensione detta altezza. Il resto è storia…

Non proseguo nella descrizione degli argomenti trattati nel libro se no di 130 pagine non ti rimarrebbe molto da scoprire. Invece ti consiglio vivamente di leggerlo, magari in un weekend di relax 🙂 . Io l’ho preso in biblioteca (è un libro famoso per cui lo potrai trovare in qualsiasi biblioteca), se vuoi acquistarlo puoi comunque guardare qui: Flatlandia.

Ora mi preme soffermarmi sulle idee, concetti su cui mi ha davvero fatto pensare, affascinare questo libro. Alcuni sono prettamente di carattere matematico, altri più filosofico/umano.

La quarta dimensione : Se trascino un punto per una distanza finita ottengo un segmento. Se trascino tale segmento in direzione parallela ad esso per una distanza pari alla sua, ottengo un quadrato. Se trascino verso l’alto tale quadrato per un’altezza pari al lato stesso del quadrato, ottengo un cubo. Se trascino “da qualche parte” un cubo cosa ottengo?! Cos’è la quarta dimensione? Come posso immaginarmela concretamente?

Di sicuro quindi questo non è un punto d’arrivo, ma un punto di partenza. Queste domande, curiosità che mi sono sorte le devo assolutamente approfondire con libri, articoli o tutto ciò che mi è a disposizione. Per cui se hai qualche testo o riferimento da consigliarmi ti prego di contattarmi o scrivere qui sotto nei commenti.

Intanto mi sono limitato a guardare questo video molto interessante :

La regolarità delle figure piane : leggendo le descrizioni della prima sezione del libro, mi sono soffermato a riflettere sull’armonia di una figura i cui lati, angoli sono tutti uguali. Ho riflettutto sul numero di lati che può avere per essere assimilato dall’occhio umano ad un cerchio. Mi ha incuriosito molto il metodo con cui gli esseri di Flatlandia riescono a distinguere un quadrato da un pentagono e della difficoltà che essi hanno nel distinguere una figura a 20 lati rispetto ad una con 25. Tutti argomenti di cui si è già sufficientemente a conoscenza con la matematica delle medie, ma sui quali non mi era mai venuto in mente di soffermarmi più di 2 minuti.

L’importanza di non dare nulla per scontato: quanto può essere difficile distinguere un quadrato da un cerchio? Mi chiesi questo ed altro, tuttavia trascurando il particolare dell’assenza di altezza. Non mi è infatti venuto spontaneo mettermi nelle condizioni di una figura che sta sullo stesso piano, che ne vede solo il lato, che è in grado di vedere solo segmenti. Situazione simile a quella capitata al protagonista della storia quando è andato a Puntolandia e a Linealandia.

Se tu sai una cosa, non è detto che anche gli altri la sappiano

Chi sa poco, è felice: prima di sapere che il Piano non fosse lo Spazio, il quadrato su cui è incentrata la narrazione viveva una vita felice. Il Punto che è unico e solo abitante di Puntolandia, regno senza dimensione, di cui è quindi anche sovrano, è contento così. Pensa di essere l’unico nel mondo. Non sa di essere il nulla di fronte allo spazio. Ma così è felice, parla da solo, si ascolta, riflette inconsapevole della realtà.

Bene, dopo questi spunti ricavati dalla lettura attenta di questo libricino, mi sento vivamente di consigliartelo. E’ un testo veloce, scorrevole ma allo stesso tempo illuminante, soprattutto se letto come primo libro di divulgazione matematica. Com’è capitato a me.

Se ti va di accettare il mio consiglio, il libro lo puoi trovare qui: Flatlandia

Spero di non averti stufato, in caso di qualsiasi dubbio, richiesta o consiglio ti prego di contattarmi direttamente o lasciare un commento qui sotto.

Ci sentiamo al prossimo libro! 😉

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